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Quanti denti abbiamo? Dalla dentatura da latte a quella adulta

Gianfranco Cattaneo 6 luglio 2026
Illustrazione delle arcate dentali superiore e inferiore, con etichette che indicano incisivi, canini e molari. Quanti denti abbiamo?

Indice

Quando un dente da latte oscilla o compare il primo molare permanente, è normale chiedersi come cambia la dentatura nel tempo. La risposta dipende dall’età e dalla presenza dei denti del giudizio: qui chiarisco quanti elementi dentali abbiamo, come sono distribuiti e perché la carie può compromettere anche i denti destinati a durare tutta la vita.

La risposta cambia tra infanzia ed età adulta

  • 20 denti compongono normalmente la dentatura da latte.
  • La dentatura permanente comprende 32 denti se sono presenti tutti i denti del giudizio.
  • Senza i quattro terzi molari, il numero più comune è di 28 denti.
  • Un adulto ha 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari e 12 molari.
  • La carie può iniziare senza dolore, quindi prevenzione e controlli restano importanti anche quando i denti sembrano sani.

Quanti denti abbiamo nelle diverse fasi della vita

La dentatura dei bambini è formata da 20 denti decidui, chiamati anche denti da latte. Sono 10 nell’arcata superiore e 10 in quella inferiore. In genere iniziano a comparire intorno ai 6 mesi, ma qualche variazione è del tutto normale.

La dentatura permanente può arrivare a 32 denti. Il numero comprende i quattro denti del giudizio, uno per ciascun angolo della bocca. Poiché questi ultimi possono non formarsi, rimanere inclusi nell’osso oppure essere estratti, molti adulti hanno naturalmente 28 denti funzionanti.

Tipo di dentatura Numero abituale Composizione
Da latte 20 8 incisivi, 4 canini, 8 molari
Permanente completa 32 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari, 12 molari
Permanente senza denti del giudizio 28 8 incisivi, 4 canini, 8 premolari, 8 molari

Per rispondere in modo semplice alla domanda quanti denti abbiamo, quindi, bisogna prima specificare età e situazione individuale. Non avere tutti i 32 denti non significa automaticamente avere un problema.

A cosa servono incisivi, canini, premolari e molari

Ogni gruppo di denti ha una funzione precisa. Gli incisivi, quattro sopra e quattro sotto, tagliano gli alimenti e aiutano a pronunciare correttamente diversi suoni. I canini, invece, hanno una forma più appuntita e contribuiscono a strappare il cibo e a guidare i movimenti della mandibola.

I premolari esistono solo nella dentatura permanente e schiacciano gli alimenti. I molari, più larghi e robusti, svolgono soprattutto il lavoro di triturazione. Il primo molare permanente compare spesso intorno ai 6 anni e può essere trascurato perché non sostituisce un dente da latte: proprio per questo è esposto precocemente alla carie.

La mia regola pratica è questa: non considerare meno importanti i denti posteriori solo perché si vedono poco. Sono difficili da pulire, hanno solchi profondi e sostengono gran parte della masticazione. Una lesione su un molare può restare inosservata più a lungo rispetto a una macchia su un incisivo.

Come cambiano i denti da latte in quelli permanenti

Tra i 6 e i 12 anni avviene la fase più evidente del ricambio dentale. Le radici dei denti decidui si riassorbono gradualmente, il dente diventa mobile e viene sostituito dal corrispondente elemento permanente. I tempi non sono identici per tutti, quindi una differenza di alcuni mesi non indica necessariamente un’anomalia.

Il bambino passa da 20 a un numero maggiore di denti perché, oltre a sostituire quelli da latte, sviluppa premolari e molari permanenti. I denti da latte, pur essendo temporanei, mantengono lo spazio necessario per la dentatura adulta e aiutano il bambino a masticare e parlare.

Per questo non conviene aspettare che un dente deciduo faccia molto male prima di farlo controllare. Una carie profonda può provocare infezione e, in alcuni casi, interferire con il dente permanente che si sta formando sotto di esso.

Il ruolo dei denti del giudizio

I denti del giudizio sono i terzi molari e possono comparire tra la tarda adolescenza e i primi anni dell’età adulta. Non tutti li sviluppano e non tutti quelli presenti riescono a erompere in posizione corretta.

Se c’è spazio sufficiente e il dente è sano, può rimanere in bocca senza creare difficoltà. Se invece è parzialmente coperto dalla gengiva, inclinato o difficile da pulire, aumenta il rischio di carie, infiammazione e infezione. L’estrazione non è una conseguenza automatica della sua presenza, ma una decisione da valutare con visita e, quando serve, radiografia.

Un errore frequente è attribuire ogni dolore posteriore al dente del giudizio. Anche un secondo molare cariato può dare un fastidio molto simile. Per distinguere le cause serve una valutazione odontoiatrica, soprattutto se compaiono gonfiore, cattivo sapore in bocca, febbre o difficoltà ad aprire la bocca.

Quanti denti possiamo conservare evitando la carie

Il numero teorico dei denti conta meno della loro salute. La carie nasce quando i batteri della placca trasformano gli zuccheri in acidi che, nel tempo, indeboliscono lo smalto. Il rischio dipende non solo dalla quantità di zucchero, ma anche dalla frequenza con cui viene assunto.

Per proteggere denti da latte e denti permanenti, consiglio una routine semplice e costante:

  • lavare i denti almeno due volte al giorno per circa due minuti;
  • usare un dentifricio al fluoro adatto all’età;
  • pulire ogni giorno gli spazi tra i denti con filo o scovolino;
  • limitare gli spuntini e le bevande zuccherate ripetuti durante la giornata;
  • programmare controlli odontoiatrici in base al rischio individuale.
Macchie bianche, marroni o scure, sensibilità al freddo e dolore durante la masticazione possono indicare una lesione cariosa, ma la carie iniziale spesso non provoca alcun sintomo. Aspettare il dolore significa talvolta arrivare quando il trattamento è già più complesso.

La pulizia professionale rimuove il tartaro, ma non sostituisce l’igiene quotidiana. Allo stesso modo, un collutorio non corregge una tecnica di spazzolamento insufficiente e non può riparare una cavità già formata. Quando lo smalto è danneggiato, il dentista decide se intervenire con fluoro, otturazione o cure più profonde.

Una bocca sana non si misura solo contando i denti

In un bambino il riferimento è generalmente di 20 denti da latte; in un adulto si parla di 32 denti solo quando sono presenti anche i quattro denti del giudizio. Un adulto con 28 denti può avere una dentatura perfettamente funzionale, mentre anche un solo dente cariato può richiedere attenzione.

Io guarderei quindi meno al numero assoluto e più a tre segnali concreti: assenza di dolore, gengive sane e capacità di pulire bene ogni superficie. Controlli regolari, fluoro e una gestione attenta degli zuccheri fanno molto più della semplice speranza di conservare tutti i denti senza prendersene cura.

Domande frequenti

La dentatura da latte comprende 20 denti, 10 nell'arcata superiore e 10 in quella inferiore. La dentatura permanente può arrivare a 32 denti, inclusi i quattro denti del giudizio; senza questi ultimi, molti adulti hanno 28 denti funzionanti.

I quattro denti mancanti sono spesso i terzi molari, cioè i denti del giudizio. Possono non formarsi, rimanere inclusi nell'osso oppure essere estratti; la loro presenza non rende automaticamente necessaria un'estrazione.

Il primo molare permanente compare spesso intorno ai 6 anni e non sostituisce un dente da latte, quindi può essere trascurato. I suoi solchi profondi e la posizione posteriore lo rendono più difficile da pulire e la carie può iniziare anche senza dolore.

È utile lavare i denti almeno due volte al giorno per circa due minuti con un dentifricio al fluoro adatto all'età, pulire ogni giorno gli spazi interdentali e limitare gli spuntini e le bevande zuccherate ripetuti. I controlli odontoiatrici vanno programmati in base al rischio individuale, perché la carie iniziale spesso non dà sintomi.

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Autor Gianfranco Cattaneo
Gianfranco Cattaneo
Mi chiamo Gianfranco Cattaneo e ho tre anni di esperienza nel campo della salute orale. La mia passione per l'igiene dentale e le tecnologie innovative mi ha portato a esplorare questo argomento in profondità, con l'obiettivo di rendere le informazioni accessibili e comprensibili per tutti. Sono particolarmente interessato a spiegare i vari trattamenti disponibili e a chiarire i dubbi comuni che le persone possono avere riguardo alla loro salute orale. Nel mio lavoro, mi impegno a verificare sempre le fonti e a confrontare le informazioni per garantire che ciò che condivido sia utile e aggiornato. Mi piace semplificare argomenti complessi e seguire le ultime tendenze nel settore, affinché i lettori possano prendere decisioni informate per il loro benessere. Condivido le mie conoscenze per aiutare gli altri a comprendere meglio l'importanza di una buona igiene orale e a scoprire le tecnologie che possono migliorare la loro esperienza.

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