• Gengive
  • Perché si ritirano le gengive? Cause e cosa fare

Perché si ritirano le gengive? Cause e cosa fare

Andrea Vitale • 2 novembre 2026
Dettaglio anatomico che illustra perchè si ritirano le gengive, mostrando la recessione gengivale e la radice del dente esposta.

Indice

Un dente che sembra più lungo, una fitta quando bevi qualcosa di freddo o un bordo gengivale che appare più basso non sono segnali da ignorare. Capire perché si ritirano le gengive aiuta a distinguere tra spazzolamento traumatico, infiammazione, parodontite e caratteristiche anatomiche, così da intervenire prima che il problema coinvolga la radice o l’osso che sostiene il dente.

La recessione gengivale ha cause diverse e va valutata presto

  • Placca e parodontite possono distruggere i tessuti che sostengono il dente.
  • Spazzolare con troppa forza o usare setole dure può irritare e consumare la gengiva.
  • Fumo, piercing, apparecchi ortodontici e denti fuori posizione aumentano il rischio in alcune persone.
  • La gengiva ritirata non ricresce spontaneamente, ma spesso è possibile fermare o controllare il peggioramento.
  • Sanguinamento, pus, mobilità dentale o dolore intenso richiedono una visita odontoiatrica in tempi brevi.

Dettagli dentali: gengive infiammate, recessione gengivale e denti sani. Capire perchè si ritirano le gengive è fondamentale per la salute orale.

La gengiva non si abbassa per un solo motivo

La recessione gengivale si verifica quando il margine della gengiva si sposta verso la radice del dente, lasciandone scoperta una parte. La radice non è protetta dallo smalto come la corona, quindi può diventare più sensibile e più vulnerabile alla carie radicolare.

Il punto importante è che non sempre la causa è una scarsa igiene. In alcune persone la gengiva è naturalmente sottile, in altre il dente è posizionato in modo sfavorevole o la recessione compare dopo un trauma ripetuto. Io considero sempre l’insieme dei fattori, perché concentrarsi soltanto sullo spazzolino può far trascurare una parodontite iniziale.

La gengivite, invece, provoca soprattutto rossore, gonfiore e sanguinamento. Se l’infiammazione resta a lungo senza trattamento, può evolvere in parodontite, una malattia più profonda che danneggia il legamento e l’osso intorno ai denti. Il Manuale MSD la descrive come una delle condizioni che possono arrivare a compromettere la stabilità dentale.

Le cause più comuni della recessione gengivale

Placca, tartaro e parodontite

La placca batterica che rimane lungo il bordo gengivale irrita i tessuti. Quando si calcifica diventa tartaro, che non si rimuove bene con il normale spazzolino. L’infiammazione può creare tasche parodontali e favorire la perdita dei tessuti di sostegno.

Il sanguinamento durante lo spazzolamento non è “normale” e non dovrebbe essere risolto smettendo di pulire quella zona. Di solito indica che serve una valutazione e, se necessario, una pulizia professionale più approfondita.

Spazzolamento troppo energico

Premere molto lo spazzolino, usare setole dure o strofinare avanti e indietro sul colletto del dente può provocare un’abrasione meccanica. Il rischio è maggiore nei canini e nei premolari, dove la superficie ossea può essere più sottile.

La soluzione non è lavare i denti meno spesso, ma cambiare tecnica. Uno spazzolino morbido, una pressione leggera e piccoli movimenti inclinati verso il margine gengivale sono generalmente più sicuri. Se le setole si aprono dopo poche settimane, quasi sempre si sta usando troppa forza.

Gengive sottili e denti fuori posizione

Una gengiva naturalmente sottile può ritirarsi più facilmente, soprattutto se il dente è molto inclinato, ruotato o sporge rispetto all’arcata. Anche il movimento ortodontico può aumentare il rischio quando il dente viene spostato oltre i limiti del tessuto disponibile.

In questi casi l’igiene resta fondamentale, ma potrebbe non essere sufficiente da sola. Il dentista o il parodontologo valuta lo spessore della gengiva, la posizione del dente e l’eventuale presenza di perdita ossea.

Leggi anche: Gengive sane - Come riconoscerle e proteggerle ogni giorno

Fumo, piercing e traumi locali

Il fumo favorisce l’accumulo di placca e altera la risposta dei tessuti. Un piercing al labbro o alla lingua può invece sfregare continuamente contro la gengiva, causando una recessione localizzata proprio nella zona sottoposta a pressione.

Anche un bite non corretto, un restauro con bordi irritanti o il filo interdentale usato con movimenti bruschi possono creare traumi ripetuti. La tabella riassume gli indizi più utili per orientarsi.

Possibile causa Segnale frequente Cosa fare
Parodontite Sanguinamento, alito cattivo, denti che si muovono Visita e valutazione parodontale
Spazzolamento aggressivo Recessione localizzata e abrasioni sul colletto Spazzolino morbido e tecnica più delicata
Gengiva sottile o dente malposizionato Gengiva molto sottile, spesso senza sanguinamento Controllo dello spessore e della posizione dentale
Trauma, piercing o apparecchio Recessione concentrata in un punto preciso Rimuovere o correggere il fattore irritante

Come riconoscere i segnali da non trascurare

Il primo segno può essere un dente che appare più lungo rispetto agli altri. In seguito possono comparire sensibilità al freddo, al caldo, ai dolci o allo spazzolamento, perché la dentina radicolare è meno protetta dello smalto.

Non tutte le recessioni fanno male e questo è uno dei motivi per cui vengono sottovalutate. Un dente può perdere progressivamente tessuto senza dare sintomi evidenti. Durante la visita, il professionista misura la posizione del margine gengivale e la profondità del solco o della tasca, che in condizioni sane è generalmente contenuta entro pochi millimetri.

È prudente fissare un controllo se la gengiva continua ad abbassarsi, se il sanguinamento è ricorrente o se compare sensibilità persistente. Gonfiore importante, pus, febbre, dolore intenso o mobilità di un dente richiedono invece un contatto rapido con il dentista.

Cosa fare ogni giorno per fermare il peggioramento

La prima misura è rendere l’igiene efficace ma non traumatica. Consiglio di lavare i denti due volte al giorno per circa due minuti, usando dentifricio al fluoro e uno spazzolino morbido o elettrico con sensore di pressione, se tende a premere troppo.

  • Inclina le setole verso il bordo gengivale senza schiacciare.
  • Pulisci gli spazi interdentali una volta al giorno con filo, scovolino o strumento indicato dal professionista.
  • Non interrompere lo spazzolamento perché le gengive sanguinano.
  • Riduci o elimina il fumo, che rende più difficile mantenere sani i tessuti.
  • Per la sensibilità, valuta un dentifricio specifico con il dentista o l’igienista.

Il collutorio può essere un supporto, ma non sostituisce spazzolino e pulizia interdentale. Anche i prodotti “miracolosi” che promettono di far ricrescere la gengiva vanno guardati con prudenza: una recessione già stabilizzata non torna indietro con un dentifricio.

Quali trattamenti possono servire

Il trattamento dipende dalla causa e dalla profondità della recessione. Se il problema è legato a placca e tartaro, il primo passo può essere una seduta di igiene professionale o una detartrasi più profonda, chiamata levigatura radicolare, che rimuove depositi e batteri dalle superfici sotto gengiva.

Quando la radice è esposta ma la situazione è stabile, il dentista può ridurre la sensibilità con prodotti al fluoro o materiali desensibilizzanti. In alcuni casi è possibile usare un bonding estetico, cioè una ricostruzione in composito che copre la parte esposta, anche se non corregge la causa biologica della recessione.

Se il dente è fuori posizione, può essere utile una valutazione ortodontica. Nei casi più marcati o con gengiva molto sottile si può prendere in considerazione un innesto gengivale, eseguito dal parodontologo per aumentare il tessuto e proteggere la radice. L’intervento non è automatico: la decisione dipende da estetica, sensibilità, progressione e rischio futuro.

Prima di scegliere una procedura chiederei sempre tre cose: la recessione sta ancora peggiorando, qual è la causa principale e quale risultato è realistico ottenere. L’obiettivo può essere fermare l’evoluzione, ridurre la sensibilità o migliorare l’estetica, ma non tutti i casi consentono di ricoprire completamente la radice.

La decisione più utile è capire la causa prima del rimedio

Le gengive si ritirano più spesso per una combinazione di fattori, non per un singolo errore. Infiammazione, tecnica di spazzolamento, anatomia, fumo e posizione dei denti possono sommarsi nel tempo.

La strategia più efficace è semplice ma concreta: igiene delicata ogni giorno, controllo professionale e visita appena compaiono cambiamenti. Agire presto non fa ricrescere automaticamente la gengiva, però può proteggere la radice, limitare la sensibilità e conservare più a lungo il dente naturale.

Questo articolo ha carattere esclusivamente informativo ed educativo. Il materiale è stato elaborato con il supporto di moderni strumenti analitici e linguistici (IA). Prima di prendere una decisione, consulta un esperto.

Domande frequenti

La recessione può dipendere da placca, tartaro e parodontite, ma anche da spazzolamento troppo energico, setole dure, gengive sottili o denti fuori posizione. Fumo, piercing, apparecchi ortodontici, restauri irritanti e traumi locali possono favorirla o renderla più evidente.

Un dente che appare più lungo, sensibilità al freddo, al caldo, ai dolci o allo spazzolamento e un margine gengivale che continua ad abbassarsi meritano un controllo. Sanguinamento ricorrente, pus, gonfiore importante, febbre, dolore intenso o mobilità dentale richiedono un contatto rapido con il dentista.

È utile lavare i denti due volte al giorno per circa due minuti con dentifricio al fluoro e spazzolino morbido, esercitando una pressione leggera. La pulizia interdentale va eseguita una volta al giorno e non bisogna interrompere lo spazzolamento se le gengive sanguinano; il fumo andrebbe ridotto o eliminato.

Una recessione già stabilizzata non ricresce spontaneamente. In base alla causa possono servire igiene professionale o levigatura radicolare, prodotti desensibilizzanti, bonding estetico, valutazione ortodontica o, nei casi più marcati e con gengiva sottile, un innesto gengivale eseguito dal parodontologo.

Valuta l'articolo

Valutazione: 0.00 Numero di voti: 0

Tag

recessione gengivale
parodontite
sensibilità dentale
igiene orale
innesto gengivale
Autor Andrea Vitale
Andrea Vitale
Mi chiamo Andrea Vitale e ho 14 anni di esperienza nel campo della salute orale. La mia passione per l'igiene dentale e le tecnologie innovative mi ha portato a esplorare a fondo questo settore, con l'obiettivo di rendere le informazioni accessibili e comprensibili per tutti. Sono particolarmente interessato a spiegare i vari trattamenti disponibili e a chiarire i dubbi comuni che le persone possono avere riguardo alla loro salute dentale. Nel mio lavoro, mi impegno a fornire contenuti utili e aggiornati, verificando sempre le fonti e confrontando le informazioni per garantire la massima accuratezza. Credo che sia fondamentale semplificare argomenti complessi e seguire le ultime tendenze nel campo della salute orale, affinché i lettori possano prendere decisioni informate per il loro benessere. Condivido queste conoscenze su assodentroma.it, con la speranza di contribuire a una migliore comprensione della salute orale.

Condividi post

Scrivi un commento